Prevenzione Oncologica

Quanto è importante giocare d’anticipo?
La prevenzione può salvarti la vita.

Sconfiggere i tumori è possibile adottando stili di vita salutari ma anche e soprattutto con la diagnosi precoce attraverso i test di screening. La prevenzione rimane la strategia a lungo termine più efficace per ridurre la crescente incidenza dei tumori. Deve far parte della nostra vita, delle nostre abitudini: stili di vita, alimentazione, attività fisica, la cura dell’ambiente e attività di screening. Un pilastro fondamentale della prevenzione dei tumori sono i programmi di screening oncologico per tumori della cervice uterina, mammella e colon-retto.

Carcinoma della cervice uterina
Colpisce il collo dell’utero cioè la parte più bassa dell’utero che sporge in vagina. Esiste uno stretto legame tra il cancro della cervice e l’infezione da parte di alcuni ceppi di Papilloma virus umano (HPV). È alla luce di tale relazione che la vaccinazione contro tale virus acquista un rilievo importante. Il tumore è preceduto da alterazioni del tessuto che riveste il collo dell’utero chiamate displasie. Alcune di queste nel corso di molti anni (10 – 15) possono trasformarsi in cancri.

Il test di screening è il PAP test che insieme all’ HPV test, consente anche la tipizzazione del virus HPV ove presente. (Il 99,7% dei carcinomi della cervice uterina alberga sequenze genomiche di Papilloma virus umano HPV). L’esecuzione periodica del Pap-test identifica precocemente tali displasie e consente di curarle prima della trasformazione in forme maligne.

Cancro del seno
Il tumore al seno è il tumore più diffuso tra le donne e colpisce essenzialmente le donne over 50 anni, mentre si manifesta più raramente nelle donne che hanno meno di 30 anni. Al momento non si conoscono le cause esatte del tumore al seno, tuttavia sono stati individuati numerosi fattori di rischio che possono accelerare lo sviluppo del tumore:

- una prima gravidanza tardiva
- mestruazioni precoci (prima degli 11-12 anni) e menopausa ritardata (dopo i 50 – 52 anni)
- non avere figli
- elevato consumo di alcolici
- elevato consumo di sigarette
- essere stata esposta a radiazioni
- un alto tasso di estrogeni nel sangue
- un eccesso di peso
- un’alimentazione ricca di grassi animali
- eventuali antecedenti personali

La diagnosi precoce è l’unica arma efficace per affrontare il tumore sul nascere,. Dato che i tumori che guariscono più facilmente sono quelli con una grandezza inferiore al centimetro, è di fondamentale importanza diagnosticare in tempo ogni tipo di cancro. La mammografia, l’ecografia del seno, l’autopalpazione e la palpazione effettuata dal ginecologo costituiscono momenti essenziali per la prevenzione. Oggigiorno esistono dei programmi di controllo pubblici che mirano a diagnosticare il tumore il prima possibile per bloccarne lo sviluppo e aumentare il tasso di guarigione.

Cancro del colon retto
Tumore che colpisce l’ultima parte dell’intestino, al secondo posto come frequenza tra i tumori in Italia ed in Europa. Colpisce indifferentemente uomini e donne con una frequenza leggermente maggiore negli uomini. Il 90% dei tumori del colon retto si manifestano dopo i 55 anni e fino ai 70 anni due tumori su tre vengono diagnosticati nel sigma-retto o tratto distale del colon. Il rischio di insorgenza di tale neoplasia è associato a dieta ricca di acidi grassi animali e povera di fibre, a familiarità ed alla presenza di precursori biologici: polipi o adenomi. Spesso, infatti, si sviluppa da polipi o più precisamente adenomi, piccole escrescenze fungiformi intestinali generalmente benigne che aumentano di frequenza con l’età, ma che nel tempo possono subire trasformazioni che conducono allo sviluppo del tumore vero e proprio (in genere 10 – 15 anni). Un sanguinamento modesto è uno sei segni più precoci di un tumore o di un polipo intestinale in assenza di altri sintomi e può essere rilevato con un esame delle feci.

Il test di screening è la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF-FOBT). Tale test è associato ad una riduzione della mortalità per cancro del colon retto.

La Colonscopia è un esame che ha dimostrato di poter ridurre l’incidenza del cancro del colon retto, ha una sensibilità superiore alla rettosigmoidoscopia (esame endoscopico limitato al solo tratto più distale del colon), consente una valutazione dell’intero colon e può durante l’esame essere terapeutica (polipectomia: asportazione di polipi con ansa diatermica) oltre che diagnostica con l’esecuzione di biopsie. Come test di screening trova indicazione, dopo adeguata informazione, nella popolazione di entrambi i sessi dopo i 50 anni e ogni 10 in associazione con la ricerca del SOF. Dovrebbe essere fortemente raccomandata nei soggetti con familiarità neoplastica per il cancro del colon retto ma, in questi casi, anche più ravvicinata nel tempo.

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