Visita Senologica

LA SENOLOGIA

Il tumore del seno si può prevenire o comunque diagnosticare in fasi molto precoci.

La senologia è la branca della medicina che studia le malattie della mammella. La senologia, in passato di pertinenza quasi esclusivamente della ginecologia, si è sviluppata particolarmente negli ultimi decenni con l’apporto multidisciplinare di varie branche specialistiche: endocrinologia, radiologia, oncologia, chirurgia, anatomia patologica.

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 48.000 nuovi casi: il tumore del seno  è il più frequente nel sesso femminile. Nonostante il continuo aumento della sua incidenza, di tumore del seno oggi si muore meno che in passato., grazie ai continui progressi della medicina e agli screening per la diagnosi precoce.

Alcuni fattori di rischio sono stati identificati, alcuni modificabili, come gli stili di vita, altri invece no, come l’età (la maggior parte di tumori del seno colpisce donne oltre i 40 anni) e fattori genetico-costituzionali. Tra gli stili di vita dannosi si possono citare, per esempio, un’alimentazione povera di frutta e verdura e ricca di grassi animali, il vizio del fumo e una vita particolarmente sedentaria.

Il rischio di tumore del seno può essere influenzato da alcuni fattori legati alla vita riproduttiva:  un periodo fertile breve è considerato protettivo (prima mestruazione tardiva e menopausa precoce), una gravidanza in giovanissima età, così come l’allattamento per oltre un anno.
L’ereditarietà , legata cioè alla presenza nel DNA di alcune mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, è presente 5-7 per cento circa dei tumori del seno.

La prevenzione del tumore del seno deve cominciare a partire dai 20 anni con l’ autopalpazione eseguita con regolarità ogni mese. E’ indispensabile poi, proseguire con controlli annuali del seno eseguiti dal ginecologo o da uno specialista senologo, affiancati alla mammografia annuale dopo i 50 anni o all’ecografia e solo in caso di necessità, in donne giovani .

  • Visita senologica
  • Esami strumentali
  • Stili di vita
  • Ormoni
  • Test genetici
  • Autopalpazione del seno

Visita Senologica

La visita senologica è un importante esame da porsi all’interno di una profilassi preventiva del tumore della mammella. consiste nell’esame clinico completo del seno e fa parte della visita ginecologica. È una metodica semplice e indolore, effettuata nello studio del medico senza l’ausilio di particolari strumenti. La visita senologica fornisce informazioni circa la presenza di noduli la cui natura verrà poi precisata da esami più approfonditi. Questo tipo di valutazione da sola in genere non è sufficiente a formulare una diagnosi precisa, ma può sicuramente essere utile per chiarire situazioni sospette.

Lo specialista prima di effettuare l’ ispezione e la palpazione delle mammelle raccoglie informazioni (anamnesi) sulla presenza di fattori di rischio e di sintomi che potranno essere utili per formulare la diagnosi finale: eventuale presenza di casi di tumore del seno in famiglia, età di comparsa del primo ciclo mestruale e della menopausa, gravidanze, alimentazione, terapie ormonali.

La visita periodica dal senologo non è necessaria per le donne più giovani, ma è sufficiente effettuare con regolarità l’autopalpazione del seno (una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo) e rivolgersi al ginecologo in caso di dubbio per il controllo del seno.

Quando è utile sottoporsi ad una visita senologica
Tutte le donne asintomatiche (che non presentano sintomi sospetti per carcinoma della mammella) dai 20 ai 40 anni, secondo le attuali linee guida delle società scientifiche, dovrebbero essere sottoposte a visita senologica, nel corso della visita ginecologica, almeno ogni anno. Dopo i 40 anni oltre la visita annuale sono necessarie l’ecografia mammaria e dopo i 50 anni anche la mammografia.

La donna che invece presenta un sintomo di qualunque tipo a carico della mammella, tumefazione o dolore al seno, o secrezione dal capezzolo. dovrebbe rivolgersi al proprio ginecologo per effettuare la visita senologica ed eventuali ulteriori accertamenti diagnostici: mammografia e/o ecotomografia.

Da notare che molte donne, anche giovani, presentano un tipo di seno displasico o fibrocistico e che spesso nel periodo premestruale presentano dolore a una o a entrambe le mammelle.

Chi effettua l’esame
La visita viene effettuata da uno specialista ginecologo o da un medico senologo.

Esecuzione dell’esame
Vengono analizzate le caratteristiche degli eventuali sintomi, quali la tumefazione, la mastodinia e la secrezione dal capezzolo, la forma, le dimensioni, la simmetria ed il profilo di entrambe le mammelle. Si valutano anche la cute (colore, edema, retrazione, tumefazione) e il capezzolo (retrazione, deviazione e presenza di escoriazioni).

Il referto
Il referto viene consegnato al termine della visita.

Esami Strumentali

La diagnosi precoce del tumore del seno dispone di strumenti molto efficaci , primo tra tutti la mammografia, affiancata da altri quali ecografia o  la risonanza magnetica. La prevenzione è fondamentale perché individuare un tumore ancora molto piccolo aumenta notevolmente la possibilità di curarlo in modo definitivo.

Tra i 20 e i 40 anni generalmente non sono previsti esami particolari, se non una visita annuale del seno dal ginecologo o da un medico esperto. Solo in situazioni particolari, per esempio in caso di familiarità o di scoperta di noduli, è possibile approfondire l’analisi con una ecografia o una biopsia (agoaspirato) del nodulo sospetto. La mammografia non è raccomandata perché la struttura troppo densa del tessuto mammario in questa fascia di età renderebbe poco chiari i risultati.

Tra i 40 e i 50 anni le donne con presenza di casi di tumore del seno in famiglia dovrebbero cominciare a sottoporsi a mammografia con cadenza annuale, meglio se associata a ecografia vista la struttura ancora densa del seno.

Tra i 50 e i 60 anni il rischio di sviluppare un tumore del seno diventa più alto e quindi le donne in questa fascia di età devono sottoporsi a controllo mammografico ogni anno.

Dopo i 60 anni la prevenzione oncologica è importante e, nel caso del tumore del seno, lo è ancora di più, dal momento che tra i 50 e i 70 anni il rischio di sviluppare questo tumore raggiunge il suo massimo. Gli esperti consigliano una mammografia ogni due anni almeno fino ai 75 anni perché la vita media si è allungata e si possono ottenere buoni risultati terapeutici anche in pazienti anziane.

Nelle donne positive al test genetico per BRCA1 o 2 è indicata un’ecografia semestrale e una risonanza annuale, anche in giovane età.

Anche se la mammografia rimane uno strumento molto efficace per la diagnosi precoce del tumore del seno, oggi sono disponibili anche altre tecniche diagnostiche come la risonanza magnetica (ancora limitata a casi selezionati), la PEM (una tomografia a emissione di positroni – PET – specifica per le mammelle) e un nuovo esame già definito il Pap-test del seno che consiste nell’introduzione di liquido nei dotti galattofori (i canali attraverso i quali passa il latte) e nella successiva raccolta di questo liquido che porta con sé anche alcune cellule. Grazie al microscopio è poi possibile individuare quali tra le cellule fuoriuscite ha caratteristiche pretumorali permettendo una diagnosi molto precoce del tumore del seno.

Stili di Vita

Si calcola che adottare sane abitudini possa evitare la comparsa di un cancro su tre.

Per la prevenzione del cancro del seno, un corretto stile di vita, oltre agli esami periodici di controllo, contribuisce a ridurre drasticamente il rischio di ammalarsi.

Le regole da adottare riguardano in modo particolare:

- alimentazione,
- esercizio fisico,
abitudini voluttuarie, pericolose per la salute come ilfumoo il consumo eccessivo di alcool.

Ormoni

Gli ormoni, e in particolare gli estrogeni, hanno un ruolo fondamentale nel regolare i processi legati alla fertilità e possono influenzare il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro. Ogni fase della vita della donna è caratterizzata da un preciso quadro ormonale e quindi anche il rischio di tumore cambia con l’età.

Tra i 20 e i 40 anni, per esempio, l’utilizzo della pillola contraccettiva e le eventuali gravidanze sono gli eventi più importanti dal punto di vista ormonale. In particolare gli ormoni assunti con la pillola potrebbero diminuire il rischio di tumore ovarico (di cui sono, di fatto, l’unico mezzo preventivo) e non sembrano non influenzare il rischio di tumore al seno, (più con le vecchie pillole ad alto dosaggio che con quelle attuali, a basso dosaggio), mentre le gravidanze, che generano un blocco della produzione di estrogeni, hanno un effetto protettivo sul tumore del seno e dell’ovaio. Anche gli ormoni assunti per le cure contro l’infertilità influenzano il rischio di sviluppare tumori dell’ovaio, ma i dati non sono ancora completi e definitivi.

La fascia di età compresa tra i 50 e i 60 anni è in genere caratterizzata da un cambiamento dal punto vista ormonale: la menopausa. Le ovaie smettono di produrre ormoni, l’organismo è meno esposto all’azione degli estrogeni, in genere responsabili di un aumento del rischio di cancro. La terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni, utilizzata per contrastare gli effetti negativi della menopausa (per esempio atrofia delle mucose genitali, vampate di calore, osteoporosi, ecc.) torna ad essere considerata ancora accettabile per non più di cinque anni, valutandone per ogni donna i fattori di rischio, la composizione di estrogeni e progestinici, la posologia e le vie di somministrazione, accompagnata sempre da una corretta prevenzione, l’unica vera arma contro il tumore del seno.

 Test Genetici

La maggior parte dei tumori è di origine “sporadica” , cioè si manifesta senza nessun tipo di legame con la trasmissione ereditaria dei geni;  in alcuni casi (non più del 10% di tutti i tumori) si può parlare anche di cancro legato alla trasmissione di un gene mutato. cioè “ereditario“.

Alcuni test genetici, sono in grado di stimare” il rischio” di contrarre un tumore sulla base del corredo genetico.

Uno dei tumori per i quali esiste la possibilità di sottoporsi a un test è quello del seno, il tumore più frequente nelle donne. È stato infatti dimostrato che chi ha una madre o una sorella con questa patologia, soprattutto se contratta in giovane età, corre un rischio maggiore di svilupparla nel corso della vita rispetto a chi non ha mai avuto casi di tumore del seno in famiglia. I geni BRCA1 e BRCA2 predispongono a questo tipo di cancro (e anche a quello dell’ovaio): analizzando questi geni , nel caso di tumore si troveranno probabilmente mutazioni non presenti nelle cellule sane. Questa mutazione, se il tumore è ereditario, sarà la stessa nei vari membri della famiglia. Una volta stabilita la necessità di sottoporsi al test, mediante un colloquio con un genetista medico e un oncologo, si procede con un prelievo di sangue dal quale verrà estratto il DNA da controllare per sapere se la mutazione è stata effettivamente ereditata.

È importante sottolineare che avere ereditato la mutazione equivale ad avere un rischio più elevato rispetto a chi non la possiede, ma non significa che si contrarrà certamente prima o poi la malattia.

Il test genetico non è uno strumento di prevenzione nel senso classico del termine, ma si limita a fornire informazioni sul rischio di ammalarsi di tumore nel corso della vita e deve essere svolto solo in caso di reale necessità, dopo una consulenza con il genetista medico. In base al risultato del test, il genetista medico e l’oncologo sapranno creare un piano di prevenzione individuale basato su controlli più frequenti e attenti che permetteranno di gestire al meglio il rischio e di individuare un eventuale tumore nelle sue fasi più precoci. Al momento attuale, tranne che per il seno e l’ovaio, non esistono test genetici disponibili per gli altri tumori femminili.

AUTOPALPAZIONE DEL SENO

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L’autopalpazione è un esame che ogni donna può effettuare comodamente a casa propria: permette di conoscere profondamente l’aspetto e la struttura normale del seno e quindi di poter cogliere precocemente qualsiasi cambiamento. L’esame si svolge in due fasi: l’osservazione permette di individuare mutazioni nella forma del seno o del capezzolo, la palpazione può far scoprire la presenza di piccoli noduli che prima non c’erano.

L’ autopalpazione non si limita alla ricerca di noduli nella ghiandola mammaria, ma in realtà questo esame permette di osservare altri segnali che devono spingere a consultare un medico, come retrazioni o cambiamenti della pelle, perdite di liquido dai capezzoli e cambiamenti di forma della mammella.

A partire dai 20 anni l’esame può essere effettuato una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo. Rispettare questi tempi è importante perché la struttura del seno si modifica in base ai cambiamenti ormonali mensili, e si potrebbero di conseguenza creare, in alcuni casi, confusioni o falsi allarmi.

È bene ricordare che, oltre agli ormoni, anche l’età, il peso corporeo, la familiarità e l’uso di contraccettivi orali influenzano la struttura del seno che, a volte, specialmente nelle donne giovani, si presenta particolarmente densa e difficile da valutare correttamente con l’autoesame.

Tra i 40 e i 50 anni l’incidenza (cioè i numero di nuovi casi) del tumore del seno aumenta in modo rapido e costante e quindi le donne in questa fascia di età non possono rinunciare all’autopalpazione come strumento di prevenzione. Con il sopraggiungere della menopausa, l’esame può essere eseguito indifferentemente in qualunque periodo del mese e deve essere effettuato con regolarità anche e soprattutto dalle over 60 poiché il picco di incidenza (numero di nuovi casi) del tumore del seno si colloca proprio tra i 65 e i 70 anni.

L’autopalpazione rappresenta un primo strumento di prevenzione del tumore del seno, ma da sola non può bastare e deve essere abbinata, a partire dai 40-50 anni, o anche prima in caso di familiarità o alterazioni, a visite senologiche ed esami strumentali più precisi come ecografia o mammografia.

(Tratto da http://www.airc.it/prevenzione-tumore/donna/seno-autopalpazione-visita-senologica/)

Autopalpazione del seno

Fase 1: Iniziare guardando i seni allo specchio con le spalle dritte e le braccia sui fianchi.

Si deve osservare:

  • dimensione, forma e colore
  • fossette, grinze o rigonfiamento della pelle
  • secrezione dal capezzolo
  •  cambiamento di posizione del capezzolo
  • arrossamento, dolore, eruzioni cutanee, o gonfiore.

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Fase 2: Cercare le stesse modifiche con le braccia alzate

Fase 3: Guardandosi allo specchio, premere delicatamente ogni capezzolo tra il pollice e l’indice e verificare la presenza di eventuale secrezione dal capezzolo ( liquido lattiginoso o giallastro o misto a sangue).

Fase 4: Sdraiarsi con il braccio destro dietro la testa. Quando si è sdraiate il tessuto mammario si diffonde uniformemente sulla parete toracica ed è più facile sentire tutto il tessuto del seno.

Con i polpastrelli delle tre dita centrali della mano sinistra palpare il seno destro, con movimenti circolari e riconoscere la solita nodularietà.

Palpare tutto il tessuto del seno: iniziare l’esame di ogni area con un tocco molto morbido, per il tessuto superficiale, sotto pelle, poi con una pressione maggiore, in modo da sentire il tessuto più profondo, fino alla cassa toracica.

Ripetere l’esame del seno sinistro, usando i polpastrelli della mano destra.

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Fase 5: Esaminare ogni ascella stando sedute in piedi, con il braccio leggermente rialzato in modo da poter facilmente ispezionare questo settore. Evitare di alzare il braccio troppo in alto per evitare che il tessuto si indurisca rendondo l’esame difficoltoso.

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