Lichen Scleroso

Il Lichen scleroso è una malattia che colpisce i genitali esterni femminili (vulva), come anche maschili (cute prepuzio), caratterizzata da alterazioni del connettivo, perdità dell’elasticità e atrofia dei tessuti coinvolti (clitoride, piccole e grandi labbra, forchetta vulvare). Può manifestarsi in qualunque età, anche se ha una diffusione maggiore nel periodo peri e post-menopausale.

Il sintomo prevalente è il prurito, anche continuato per molto tempo, a cui seguono bruciore, dolore spontaneo, secchezza cutaneo-mucosa, difficoltà durante la minzione (disuria) e disturbi dolorosi durante l’attività sessuale (dispareunia).

Nelle fasi avanzate si arriva ad cambiamento radicale dell’anatomia della vulva: scomparsa del clitoride, inglobato nella fibrosi, scomparsa delle piccole e grandi labbra, riduzione dell’introito vulvare fino ad impossibilità di avere rapporti sessuali ed in casi estremi neppure la visita ginecologica. I tessuti così sclerotici possono andare incontro ad ulcerazione in seguito al minimo evento traumatico (lavarsi, asciugarsi ecc.), causando dolori e bruciori intensi e invalidanti.

Come viene trattato attualmente il Lichen scleroso?
Solitamente il Lichen scleroso, viene trattato con l’applicazione in massicce dosi di attacco e poi a scalare di mantenimento di corticosteroidi, accompagnata dall’abbondante uso di creme emollienti. Questi farmaci spesso devono essere somministrati con continuità e anche permanentemente, non di rado con effetti collaterali locali (atrofie e assottigliamenti della cute, tachifilassi, dermatiti da contatto, aggravamento di infezioni cutanee), ma anche sistemici come iperglicemia, ipertensione arteriosa, glaucoma, soppressione ipotalamo-ipofisi-adrenalinica. Peraltro la terapia cortisonica non sembra ridurre il rischio di evoluzione verso il carcinoma vulvare.

Quale trattamento innovativo viene oggi proposto per il trattamento del lichen scleroso?
Attualmente si effettua un trattamento rigenerativo con plasma ad alta concentrazione di piastrine (PRP) che mira a ridurre o eliminare la sintomatologia, migliorando le caratteristiche di atrofia e sclerosi della malattia vulvare e tenendo sotto controllo il decorso della patologia senza ausili farmacologici.

Procedura
La metodica, è basata sull’impiego di plasma ad alta concentrazione di piastrine (PRP) ☝ricche di fattori di crescita prelevato dalle pazienti con il loro consenso, che viene nuovamente trasfuso nelle donne nelle opportune dosi terapeutiche.

Meccanismo d’azione
Il procedimento (PRP) stimola la rigenerazione tissutale e modula la risposta infiammatoria locale.

Quanto dura il trattamento?
Il numero dei trattamenti varia da 1 a 3 a seconda del grado delle lesioni distrofiche, con un intervallo di circa 3 mesi uno dall’altro. Dopo l’infiltrazione vulvare la paziente può lasciare l’ambulatorio e tornare in breve tempo alla consueta attività.

Cosa dovrò aspettarmi durante il periodo di guarigione ed in quanto tempo potrò tornare alle mie normali attività quotidiane dopo l’intervento?
I risultati riferiscono di un netto miglioramento della sintomatologia soggettiva, già dopo una settimana dal trattamento con miglioramento ulteriore nel corso del trattamento con PRP e maggiormente a fine ciclo con la scomparsa quasi totale del prurito delle piccole e grandi labbra e dell’intera area genitale esterna, del bruciore e del dolore e della sensazione di secchezza cutaneo-mucosa.

Clinicamente l’aspetto delle grandi labbra appare più tonico, l’orifizio vaginale più dilatato, la cute e le mucose appaiono più elastiche e meno arrossate. La netta diminuizione del dolore spontaneo parallelamente consente una ripresa e un miglioramento dell’attività sessuale per la maggior parte delle donne e, di conseguenza, anche della qualità della vita di relazione.

Da: www.laserclinic.it

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