HPV della Donna e dell’Uomo

Ambulatorio per la diagnosi e terapia dell’infezione da ‘Papilloma Virus’ – HPV

Il nostro ambulatorio è presente da anni per la diagnosi e cura dell’infezione da HPV e patologie correlate. L’infezione da HPV è diffusissima, colpisce l’80% circa delle donne, ma anche degli uomini sessualmente attivi, nella maggior parte delle volte guarisce spontaneamente, in altri casi, invece, può trasformarsi in una patologia temibile.

L’ ’infezione da HPV, se gestita con tutte le informazioni necessarie, può essere affrontata senza timori eccessivi.

Infezione da HPV: un po’ di chiarezza 

L’HPV è un tema importante di cui, da qualche tempo, si occupano anche i media.

E’ un tema relativamente “recente”: argomento di discussione negli anni scorsi solo tra medici o comunque argomento “tipicamente femminile” che coinvolgeva solo paziente e ginecologo. L’HPV non riguarda solamente le donne perché anche gli uomini sono portatori del virus senza accorgersene.

Saperne di più è meglio per tutti.

Grazie ai risultati della ricerca scientifica si può fare molto per prevenire e altrettanto per diffondere la conoscenza del virus HPV, promuovendo un atteggiamento consapevole. Mai come in questo momento è utile essere chiari: sono in fase di attuazione progetti importanti, come la vaccinazione profilattica su migliaia di ragazze adolescenti.

A partire anche dall’ambito familiare … dove vivono figlie e nipoti che si affacciano all’adolescenza, scoprendo così anche la sfera sessuale.

Diverse sono le domande che spesso vengono poste dalle pazienti:

Che cos’è l’ HPV?”

Quali sono i sintomi dell’ HPV?”

È sufficiente sottoporsi al Paptest in modo regolare.?”

Avere rapporti protetti può preservare dall’infezione?”

È vero che c’è un test per verificare la presenza del virus?”

Solamente con i rapporti sessuali si trasmette l’HPV?”

So che esiste un vaccino contro l’HPV e che la vaccinazione è destinata alle ragazze dai 12 anni in su. Perché?”

Le donne che hanno già contratto l’HPV possono vaccinarsi comunque? Qual è il costo del vaccino?

Cosa si fa per gli uomini? Esiste un vaccino anche per loro?”

E numerose altre domande alle quali si possono dare risposte chiare.

Cos’ é l’ HPV

Il VIRUS DEL PAPILLOMA UMANO (HPV, HUMAN PAPILLOMA VIRUS) è un virus con particolare tropismo per cute e mucose. Esistono oltre 150 tipi diversi di HPV, circa 40 sono associati a patologie del tratto ano-genitale, e circa 15 possono indurre un tumore maligno nella donna e nell’uomo. I 40 tipi di HPV GENITALE vengono classificati in BASSO ed ALTO RISCHIO.


HPV nuovo

Quelli a basso rischio (HPV-6, -11, -42, -43, -44 ecc.) sono associati a lesioni benigne come i condilomi (verruche ano-genitali). Quelli ad alto rischio (HPV-16, -18, -31, -33, -45, -52, -58 ecc.) sono associati all’insorgenza di lesioni preneoplastichecervicali (CIN 1, 2, 3) che in caso di persistenza dell’infezione virale, conducono al carcinoma della cervice uterina. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha identificato per la prima volta negli istotipi ad alto rischio di HPV lacausa primaria del carcinoma della cervice, della vagina e di altri tumori come il carcinoma della vulva, del pene, dell’ano, del cavo orale, dell’esofago, della laringe. 

I diversi tipi di HPV si dividono in cutanei, cioè che infettano la cute, e mucosali, ovvero che hanno sede sulle mucose. Per mucosa si intende la pelle che riveste la la cervice uterina, la vagina, la vulva, il pene, l’ano, la cavità orale e la congiuntiva.

Il virus si trasmette da persona a persona per contatto pelle contro pelle oppure mucosa contro mucosa.

Chi è a rischio d’ infezione

Il virus può infettare l’apparato genitale femminile e maschile. L’infezione da HPV è la più comune tra le malattie sessualmente trasmesse; Il virus è così comune che si stima che la maggior parte degli individui abbia avuto contatti con il virus nel corso della propria vita e che, di conseguenza, maschi e femmine siano portatori del virus in modo inconsapevole. È presente anche nei bambini e si ritrova nei neonati subito dopo la nascita.

Si stima che oltre il 75% delle donne e degli uomini sessualmente attivi si infettino nel corso della vita con un virus HPV e che di queste circa il 50% si infetti con un tipo a rischio oncogeno. Il picco di infezione nella cervice uterina appartiene alle giovani intorno ai 20 anni di età.

È possibile una trasmissione attraverso le secrezioni (sperma, muco vaginale e cervicale). 

L’uso del preservativo riduce, ma non elimina, il rischio di trasmissione. Infatti il virus è, probabilmente, presente anche sulla cute non protetta dal preservativo. In Italia, la prevalenza dell’infezione da HPV, rilevata tra le donne di età compresa tra i 17 e i 70 anni in occasione di controlli ginecologici di routine o di controlli nell’ambito dei programmi di screening organizzato, è compresa tra 7 e 16 %. In questi anni sono stati diagnosticati circa 3.000 nuovi casi di carcinoma della cervice per anno, e circa 1.000 donne sono morte per questa patologia. Il rischio di malattia e decesso aumenta con l’aumentare dell’età.

In particolare, l’incidenza è di circa 15/100.000 nelle donne tra 45 e 74 anni, mentre supera questa soglia nelle donne tra 75 e 84 anni. In Italia si stima che il rischio di avere un tumore della cervice è di 1 donna ogni 163, mentre il rischio di morire per tale patologia è di circa 1 donna per 1.000.

Progressione delle lesioni da HPV

Il periodo di latenza del virus è molto variabile: le lesioni  da papilloma virus in genere si manifestano dopo 3-6 mesi, ma a volte anche dopo periodi più lunghi. È plausibile che la maggior parte delle persone possieda alcuni ceppi di HPV che probabilmente resteranno latenti nel loro organismo senza mai manifestarsi.

L’infezione da HPV può avere diversi esiti: può regredire o persistere e progredire.

Nella maggior parte delle infezioni (70-90%) il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto dannoso, questo è il caso di una regressione spontanea dell’infezione.

HPV tabella

La progressione dell’infezione è fortemente condizionata dall’equilibrio che si instaura fra l’ospite e l’agente infettante. La sua persistenza è la condizione necessaria per l’evoluzione verso il carcinoma.

La probabilità di progressione delle lesioni è correlata anche ad altri fattori, quali l’elevato numero di partner sessuali, il fumo di sigaretta e la presenza di altre infezioni sessualmente trasmesse.

Generalmente il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa cinque anni, mentre per l’evoluzione a carcinoma cervicale possono decorrere decenni.

Si valuta che il10% della popolazione abbia un’infezione attiva da HPV; nell’80% dei casi la malattia si contrae prima dei 50 anni. In oltre il 90% dei casi,se l’infezione viene scoperta per tempo viene debellata entro 2 anni.

HPV palla

I sintomi dell’HPV

La presenza del virus non presenta sintomi specifici, e passa totalmente inosservata. Dopo un periodo di 18-24 mesi dal contagio non è più rintracciabile con i comuni test, ma si pensa che rimanga nell’organismo in forma latente senza lasciare traccia.

Tra i tipi di HPV coinvolti nelle patologie benigne a carico dell’apparato riproduttivo come i CONDILOMI, vi sono il 6 e l’11. Questi sono coinvolti nel 90% dei condilomi genitali. I condilomi genitali sono escrescenze della pelle e delle mucose non tumorali o che non portano a carcinomi ma possono creare disagio oltre ad essere fastidiosi. Compaiono in maschi e femmine, sulle mucose corporee e sulla pelle genitale.

Tuttavia nel caso di alcuni specifici ceppi, (ceppi ad alto rischio) il virus è stato riconosciuto come la causa di tumore del collo dell’utero. Sulla cervice uterina il virus compare generalmente all’inizio dell’attività sessuale. L‘inizio dell’attività sessuale coincide anche con una serie di modificazioni della cervice uterina che hanno luogo proprio nell’adolescenza. Per questo motivo la cervice delle giovani è così suscettibile al virus HPV.

Questa scoperta eccezionale, che collega l’HPV al tumore del collo dell’utero, in una età molto giovane rappresenta un vantaggio inimmaginabile per la prevenzione e la diagnosi dell’infezione: verificare la presenza del virus grazie ad analisi ad hoc (HPV TEST) e promuovere una campagna di informazione e vaccinazione profilattica avrà come conseguenza una netta diminuzione dei decessi dovuti a questa forma di tumore.

Tra i 40 tipi denominati mucosali, perché infettano le mucose, 13 sono risultati oncogeni per il genere umano: per questo motivo sono definiti ad alto rischio, e sono responsabili della quasi totalità dei tumori al collo dell’utero. In particolare i tipi 16 e 18 da soli provocano più del 70% di questo particolare tumore. Il tipo 16 è responsabile anche di tumori della vagina, del pene, dell’ano e di circa il 30% dei tumori della vulva e del cavo orale.

Anche i tipi 31, 33, 45, 52, 56 e 58 risultano essere responsabili di lesioni pretumorali e tumorali. Per quanto riguarda gli altri tipi del virus, 12 sono generalmente considerati a basso rischio: possono portare infatti ad alterazioni benigne facilmente curabili e che non evolvono in neoplasie.

Questa suddivisione ha portato medici e ricercatori a concentrare gli studi sui virus più aggressivi e pericolosi: il vaccino, ad esempio, è attivo proprio contro i tipi 16 e 18.

Mentre i condilomi, sono visibili all’ispezione medica, le alterazioni preneolastiche che si instaurano sulle mucose genitali, non sono visibili alla vista, durante l’esame ginecologico, ma vengono evidenziate solamente dall’esame colposcopico, che spesso è in grado di diagnosticare una lesione cervicale, prima ancora che l’alterazione cellulare possa essere evidenziata dall’esame citologico. Anche per l’uomo, la semplice ispezione visiva non è capace di individuare la presenza delle alterazioni mucose da HPV mentre la COLPOSCOPIA DELL’UOMO, o PENISCOPIA, rimane l’atteggiamento diagnostico necessario , ai fini anche della prevenzione della trasmissione dell’infezione alla o al partner. L’esame colposcopico e l’HPV TEST, rappresentano attualmente quanto di più efficace ci sia nel controllo della salute della donna ai fini della prevenzione del carcinoma cervicale e ci si augura che identico atteggiamento diagnostico possa essere messo in atto anche per l’uomo.

Tra le centinaia di ceppi di HPV il 6, l’11, sono indicati i responsabili delle manifestazioni della condilomatosi florida, il 16 e il 18 ,sono correlati alla grave patologia del carcinoma della cervice uterina. Da qualche anno proprio per prevenire tali patologie, è stato introdotto anche in Italia un vaccino nei confronti di tali ceppi, che va somministrato preferibilmente prima dei primi rapporti sessuali o comunque entro i 26 anni di età.

La terapia della malattia da HPV varia in base alle sue manifestazioni. Il LASER CO2, insieme ad altre terapie rappresenta il mezzo terapeutico più efficace e rispettoso dell’integrità del tratto genitale inferiore, che consente la vaporizzazione delle manifestazioni cutanee del virus, i condilomi, come delle alterazioni preneoplastiche delle mucose.

Il Vaccino

HPV_Vaccino

Per l’infezione da HPV, le strategie di vaccinazione sono preventive e terapeutiche. La prima ha lo scopo di prevenire l’insorgenza delle infezioni, la seconda (ancora a livello sperimentale) di curarle quando sono già in atto. Per la vaccinazione preventiva sono presenti sul mercato due tipi di vaccini, uno bivalente, che copre contro i ceppi 16 e 18 (responsabili del 70% dei tumori al collo dell’utero), l’altro quadrivalente, che protegge verso i ceppi 6,11,16,18.

I vaccini sono distribuiti gratuitamente alle ragazze di età inferiore ai 12 anni. Il vaccino è sicuro e completamente privo di virus veri e propri; ha un’efficacia pressoché totale nell’impedire l’infezione di HPV 16 e 18 e, per il quadrivalente, nel prevenire lesioni genitali (condilomi acuminati) causate da tipi specifici di HPV, il 6 e 11. Esso è inefficace nel curare le eventuali infezioni dei suddetti virus già in atto. I vaccini disponibili sono il Cervarix (bivalente) e il Gardasil (quadrivalente).

QUANDO
Ad oggi, il Servizio Sanitario Nazionale ha deciso di immunizzare gratuitamente le bambine di 12 anni  (un’età in cui si suppone non sia ancora iniziata l’attività sessuale e dunque non siano entrate in contatto con il virus) perché è stato dimostrato che l’introduzione del vaccino riduce in pratica del 100 per cento le neoplasie della cervice uterina, il secondo tumore più frequente nelle donne giovani dopo quello della mammella.
Il vaccino contro il Papilloma virus (HPV) disponibile in Italia, viene raccomandato fino all’età di 26 anni , ma sempre più numerose osservazioni esprimono l’utilità della vaccinazione anche nelle donne che hanno superato questa età.
Il vaccino è diretto contro 4 tipi di HPV: due responsabili del 70% dei casi di tumore del collo dell’utero (HPV 16 e 18) e due (HPV 6 e 11) legati alla gran parte dei condilomi. In altre nazioni, la vaccinazione viene rivolta anche ai giovani maschi.

COME SI FA LA VACCINAZIONE?
Il vaccino viene somministrato con una iniezione intramuscolare in 3 volte: una prima dose, la seconda dopo 2 mesi e la terza dopo 6 mesi dalla prima.

PERCHÉ SI FA A 12 ANNI?
Si tratta di una vaccinazione che ha lo scopo di prevenire l’infezione e non di curarla e quindi va somministrato prima che la persona si infetti con il virus. La certezza di non aver contratto il virus si ha solo quando la donna non ha ancora avuto rapporti sessuali (completi o non completi). L’effetto della vaccinazione diminuisce notevolmente se si è già entrati in contatto con uno dei 4 tipi di virus contenuti nel vaccino. Per questo, per tutte le donne che hanno già avuto rapporti sessuali, il Pap-Test rimane l’unica arma per prevenire i tumori del collo dell’utero.

QUAL’ È L’EFFICACIA DELLA VACCINAZIONE?
Non è ancora del tutto nota. Nelle donne giovani, non ancora contagiate dal virus, la vaccinazione completa (tre dosi) è efficace nel prevenire la gran parte delle infezioni causate dai 4 tipi di virus contenuti nel vaccino. Ci si attende che, riducendo le infezioni, si riduca anche il numero di donne con il tumore del collo dell’utero.

QUANTO DURA L’EFFICACIA DEL VACCINO?
Nelle donne che hanno fatto la vaccinazione completa (3 dosi) l’efficacia si mantiene per
almeno 5 anni. Al momento non si sa esattamente ogni quanto tempo saranno necessari i richiami successivi.

QUALI EFFETTI COLLATERALI PUÒ AVERE LA VACCINAZIONE?
Gli studi effettuati fino a ora hanno mostrato che il vaccino è sicuro nel breve termine; gli effetti collaterali più comuni sono dolore nella zona dell’iniezione, febbre, nausea, vertigini. E’ importante segnalare al medico eventuali reazioni avverse gravi.

DOPO LA VACCINAZIONE SI PUÒ SMETTERE DI FARE IL PAP-TEST?
La vaccinazione non sostituisce il pap-test. Anche se si è scelto di effettuare la vaccinazione, è importante continuare a ripetere il Pap-test. Il vaccino infatti non protegge da tutti i tumori, ma solo da quelli associati ad alcuni tipi di virus HPV: almeno il 30% dei tumori e il 10% dei condilomi possono svilupparsi nonostante il vaccino. Solo il Pap-test, effettuato periodicamente, anche in chi si è vaccinata, può permettere di identificare tempestivamente ogni lesione e di curarla prima che si sviluppi il tumore. (Tratto da  www.saperidoc.it)

POSSO FARE IL VACCINO ANCHE A MIO FIGLIO?
Il vaccino per il papillomavirus (Hpv), è uno strumento valido per proteggere anche i giovani maschi contro condilomi o verruche genitali, lesioni precancerose e rare forme di cancro. Secondo le statistiche disponibili, circa l’uno per cento della popolazione sessualmente attiva soffre di condilomi: una cifra considerevole se si pensa che si tratta,  più o meno, di 600mila italiani (fra uomini e donne) e di una malattia che viene sessualmente trasmessa.
Si tratta di lesioni che devono assolutamente essere rimosse. Vaccinare anche i giovani maschi porterebbe a una diminuzione della circolazione del virus, con una riduzione delle patologie correlate all’infezione, e contribuirebbe a prevenire molti casi di condilomi. Inoltre potrebbe  proteggere i ragazzi anche da altre patologie connesse all’infezione da Hpv, quali il carcinoma del pene (neoplasia relativamente rara nei Paesi occidentali) e i carcinomi anali.
Come ogni decisione di sanità pubblica bisogna valutare il rapporto fra il costo e il beneficio e, per ora, la spesa a carico del SSN connessa all’estensione della vaccinazione ai maschi risulta troppo elevata rispetto ai vantaggi che se ne trarrebbero. Si può comunque far vaccinare i figli maschi: l’indicazione attuale è per i maschi fino ai 15 anni d’età. Dietro prescrizione medica si può acquistare il vaccino in farmacia al costo di 130 euro circa a dose per tre iniezioni.

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